Il Milan ha vinto 1-0 in casa della Fiorentina mantenendo acceso il fuoco della speranza di qualificazione alla prossima Champions League. Al Franchi, in un clima condizionato dalla contestazione dei tifosi viola, ai rossoneri è bastato un colpo di testa al 36′ di Calhanoglu per strappare i tre punti. La reazione della Fiorentina nella ripresa si è scontrata con le parate di Donnarumma; per Montella quarta sconfitta consecutiva.
L’imperativo della vigilia in casa Milan era la vittoria obbligata a Firenze, senza badare troppo alla forma. Missione compiuta per gli uomini di Gattuso che per battere 1-0 la Fiorentina al Franchi hanno scelto forse la modalità meno prevedibile di tutte, un gol di testa di Calhanoglu. Il turco, spesso criticato durante l’anno per la poca incisività sotto porta, ha avuto l’intuizione giusta al 36′ avventandosi in area sul solito cross tagliato di Suso dalla destra, infilando il pallone all’angolino per una rete da tre punti. Fondamentali in chiave Champions, almeno per continuare a sperare e a sognare: l’Atalanta è a tre punti di distanza, l’Inter a uno con una partita in meno.
In un Franchi gelido con la squadra per via della contestazione della curva Fiesole verso la società, il Milan ha costruito la propria vittoria dominando la prima frazione di gioco e soffrendo, ma resistendo, comunque nella ripresa. Complice una Fiorentina molto distratta e poco grintosa e reattiva, i rossoneri hanno avuto in mano il controllo della situazione per tutto il primo tempo, palleggiando con comodità e cercando l’imbucata giusta per il tridente con una certa insistenza dal ventesimo minuto in poi. Dopo una parata di Donnarumma al 5 minuto, infatti, il Milan ha cominciato a provarci con insistenza trovando prima le parate di Lafont su Suso e Calhanoglu, poi l’occasione con Kessie poco prima della rete del vantaggio firmata dal turco. Praticamente una sentenza in Serie A contro la Fiorentina, al suo terzo gol (con tre assist) contro i viola.
Nella ripresa il copione è cambiato per merito della squadra di Montella e di un atteggiamento decisamente meno rinunciatario. Chiesa e Mirallas sugli esterni hanno provato ad alzare il ritmo mandando in tilt il centrocampo rossonero che per i primi quindici minuti dopo l’intervallo si è schiacciato verso la difesa portandosi il pericolo in area. Nella confusione il capo saldo del Milan è stato Donnarumma, bravo prima su Mirallas al 58′ e poi sul quasi autogol di Kessie al 63′. Il 4-2-4 impostato da Montella nell’ultimo quarto d’ora ha solo cambiato le carte in tavola, anche se la grande occasione per pareggiare ai viola è capitata ancora per uno svarione a centrocampo di Kessie con la ripartenza di Chiesa bloccata da Donnarumma prima e Romagnoli poi su Vlahovic. Per il Milan un’occasione enorme per Cutrone a dieci minuti dalla fine e poi tanta resilienza. A 180 minuti dalla fine del campionato la qualificazione per la Champions è praticamente nelle mani delle avversarie. Ma adesso il Milan può sperarci fino alla fine